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LAVORO A TEMPO
Lavoro interinale?... Evviva la flessibilità!
Il lavoro interinale o in affitto ha cambiato il panorama lavorativo italiano... vogliamo conoscerlo meglio?
E' proprio per rispondere alla flessibilità del mercato ed ai problemi occupazionali del nostro paese che nel 1996 il governo interviene sul lavoro a
favore dell'occupazione giovanile e del Mezzogiorno, e della creazione di
impresa con la legge Treu.
Da allora in poi in Italia si è diffusa questa nuova tipologia contrattuale,
congiuntamente ad altre, grazie anche alla nascita di agenzie di collocamento
private riconosciute e regolate dal
Ministero del Lavoro: le così dette
agenzie interinali.
La presenza di queste società sul nostro territorio ha imposto un cambiamento
fondamentale anche sul classico rapporto domanda-offerta di lavoro, avviando una
stipula contrattuale tra tre soggetti:
- azienda fornitrice
- azienda utilizzatrice
- prestatore di lavoro
Salta subito agli occhi che la prima novità del lavoro interinale è questo
intermediario tra candidati ed aziende, ma le novità non si fermano qui...
vediamole insieme.
Innanzitutto, l'azienda fornitrice deve stipulare due contratti: quello di
fornitura con l'impresa utilizzatrice e quello di prestazione con il suo
candidato. Inoltre, non è più la società alla ricerca di personale ad assumersi
gli obblighi economici, previdenziali ecc. del lavoratore, ma è l'azienda
fornitrice a farlo. Tutto ciò è evidentemente vantaggioso per l'azienda
utilizzatrice, che può altresì contare sul risparmio di tempo per la selezione e
per la formazione dei candidati, in quanto molte società di servizi si occupano
anche di quest'ultimo aspetto (Quandoccorre,
Tempor).
D'altra parte, però, anche l'azienda utilizzatrice ha dei vincoli da rispettare,
vincoli che riguardano soprattutto quando poter ricorrere ai prestatori d'opera.
Infatti, la sopracitata legge 196/97 dice che se ne può beneficiare:
- nei casi previsti dai contratti collettivi nazionali della categoria di
appartenenza dell'impresa utilizzatrice stipulati dai sindacati più
rappresentativi;
- nei casi di temporanea utilizzazione di qualifiche non previste dai normali
assetti produttivi aziendali, avendo cura di individuare le qualifiche
esaminando le mansioni effettivamente svolte nell'arco degli ultimi 6 mesi;
- nei casi di sostituzione dei lavoratori assenti per malattia, maternità o
ferie.
Esclude, invece, l'utilizzo di fornitura di lavoro temporaneo:
- per l'impiego in qualifiche di esiguo contenuto professionale;
- per sostituire lavoratori in sciopero;
- presso aziende che nei dodici mesi precedenti hanno proceduto a licenziamenti
collettivi;
- presso aziende nelle quali sia operante una sospensione dei rapporti o una
riduzione degli orari;
- a favore di imprese che non hanno dimostrato alla Direzione provinciale del
lavoro di aver effettuato la valutazione dei rischi ai sensi dell'articolo 4 del
Dlgs. 19 settembre 1994, n. 626;
- per le lavorazioni che richiedono sorveglianza medica speciale e per lavori
particolarmente pericolosi.
Ulteriore aspetto interessante riguardo il lavoro interinale e le società che se
ne occupano è che le aziende possono scegliere accuratamente le società a cui
rivolgersi basandosi sulle proprie necessità. Ciò vuol dire che l'azienda
farmaceutica piuttosto che l'azienda in espansione in Europa possono contattare
direttamente società specializzate in questi campi (Marvecs,
Randstad, Trenkwalder) riducendo ulteriormente
costi e tempi.
Ma questa nuova tipologia contrattuale incontra solo le esigenze dell'azienda,
per il cui
interesse è posta in essere, oppure anche i lavoratori ne traggono dei benefici?
Ad un primo sguardo sembrerebbe di no, ma proprio i fatti ci smentiscono.
Perché, proprio in nome di quella
flessibilità di cui si accennava all'inizio, giovani neolaureati in cerca di
prima occupazione e donne sono i più frequenti prestatori d'opera. Per queste
ultime, infatti, l'assenza di forti vincoli contrattuali e tempi più flessibili
costituiscono un incentivo ed una facilitazione, consentendo loro di occuparsi
anche della famiglia.
Scelta libera o direzione obbligata, i dati italiani parlano chiaro: il lavoro
interinale è una soluzione lavorativa di grande successo, perché non
approfittarne?!
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